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Altro che flat tax, qui servono soldi per la disabilità

Leggendo le recenti dichiarazioni del ministro dell’economia mi sorge un dubbio: questi soldi ci sono o Di Maio e Salvini stanno giocando a Monopoli?

Questo Governo ha una capacità incredibile di trovare risorse. Sulla carta del contratto del Cambiamento ci sono decine di miliardi di euro per fare ogni cosa: dal reddito di cittadinanza alla flat tax.

Se questi miliardi esistono veramente allora si possono affrontare in modo strutturale alcuni problemi del nostro Paese come ad esempio l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali.

La flat tax, la tassa piatta uguale per tutti, fa risparmiare tantissimi soldi ai ricchi e ricchissimi che pagherebbero la metà delle tasse che pagano oggi, obbligando lo Stato e le amministrazioni locali a cancellare o ridurre drasticamente alcuni servizi. Ai ricchi e ricchissimi questi tagli non cambierebbero nulla, avendo la disponibilità economica per pagare gli stessi servizi privatamente, le persone con redditi più bassi o poveri, rischierebbero di trovarsi senza servizi. Un’ingiustizia insopportabile.

Allora mi chiedo ma se ci sono i 30-40 miliardi secondo i calcoli di Silvio Berlusconi per fare la flat tax senza incidere sui servizi per i cittadini, non sarebbe meglio utilizzarli per costruire un’Italia inclusiva?

Questo Governo ha apparentemente messo al centro le disabilità, istituendo per la prima volta un ministero dedicato alla Famiglia e alla Disabilità, ma senza dotarlo di portafoglio, quindi, privandolo delle risorse da poter mettere in campo per misure organiche e strutturali. La scelta di non dare la delega al Ministro del Lavoro e del Welfare, rischia di spingere il mondo delle disabilità in una visione antica e assolutamente ristretta: quella della famiglia che accudisce da sola una persona con disabilità, senza che la società e lo Stato possa e voglia supportare, offrendo la possibilità di dare ausili, assistenza e supporto ai progetti di vita indipendente. Tuttavia mi rifiuto di pensare che sia stata una semplice operazione di immagine, nonostante il tema delle risorse rimane una questione centrale e completamente irrisolta.

I soldi che il Governo 5 Stelle e Lega è pronto a mettere sul tavolo per l’attuazione della flat tax, però,  potrebbero costituire una risorsa importantissima. Se si decidesse di investire quegli stessi fondi a servizio di tutti i cittadini, invece che a beneficio delle tasche di pochi, si potrebbe istituire un piano triennale di abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, negli edifici pubblici rendendo accessibili a tutti i mezzi di trasporto, le scuole e le università, le strade, i negozi, i luoghi di vita sociali e negli edifici privati che oggi troppo spesso sono completamente inaccessibili ai genitori con i passeggini, alle persone anziane, a chi ha una mobilità ridotta per problemi temporanei o è diversamente abile. Nel giro di tre anni avremmo una rivoluzione copernicana, che permetterebbe di impostare un nuovo approccio alle disabilità e consentirebbe a tutti i cittadini di godere di una maggiore libertà di azione.

In questo modo si potrebbe avviare un percorso lento ma importante e strutturale di rimozione degli ostacoli fisici e culturali che impediscono a milioni di cittadini di godere appieno dei propri diritti di cittadinanza. Un gradino, infatti, non è solamente una barriera architettonica, ma è la limitazione della libertà personale.

Leggendo le recenti dichiarazioni del Ministro dell’economia Giovanni Tria, però, mi sorge un dubbio: questi soldi ci sono o Di Maio e Salvini stanno giocando a Monopoli?

Temo, purtroppo, che tutto questo rimarrà solo un sogno nel cassetto. Ma voglio continuare a lottare e a credere che un giorno riusciremo a vivere in una società inclusiva, per tutti.

FONTE: democratica.com/author/laura-coccia

3 luglio 2018 News
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