Blog

La tecnologia al servizio della disabilità

ALBA  L’esoscheletro “hi-tech” che consente al chirurgo ortopedico torinese Marco Dolfin di continuare regolarmente la sua attività in sala operatoria è un esempio perfetto di come la tecnologia possa oggi supportare il mondo della disabilità. E sarà proprio questo il tema del secondo Digitalmeet albese, ospitato anche quest’anno dall’Apro, in programma per venerdì 19 ottobre alle 16.30, con ospite principale Dolfin, coinvolto in un grave incidente stradale nel 2011 in cui perse l’uso delle gambe, in forza all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, nonché vincitore della medaglia d’argento agli europei di nuoto paralimpico svoltisi ad agosto a Dublino.

«Non ho inventato niente di nuovo ma adattato una cosa che esisteva già, soprattutto per finalità riabilitative: si tratta di una carrozzina elettronica verticalizzabile che consente a chi è paraplegico di rimettersi in piedi aiutando per discorso delle ossa e delle articolazioni. Per il lavoro in sala operatoria è stato necessario qualche piccolo adattamento in modo che possa essere utilizzato  anche per più ore in determinate condizioni in particolare di sterilità: è un macchinario che uso solo in sala e che rimane lì fisso e che mi consente autonomia completa da quando salgo a quando scendo senza chiedere aiuti esterni grazie a un “joystick” che comando col gomito», spiega il medico.

Il pomeriggio albese del Digitalmeet, il più grande festival del digitale in Italia, che dallo scorso anno ha preso piede anche in Piemonte grazie a Piemonte Digitale (www.piemontedigitale.org), si aprirà alle 16.30 con un coffee break offerto da Alba accademia alberghiera, per proseguire con gli interventi di alcuni esperti.

La tecnologia al servizio della disabilità 2

Il primo sarà Paolo Robutti, ideatore e organizzatore dell’evento Abilitando, che afferma: «Dal 2015, data della prima edizione di Abilitando, l’idea è quella di mostrare come la creatività e l’innovazione tecnologica possano favorire il benessere e l’inclusione sociale e culturale, comunicando informazioni e patrimonio culturale a tutta la popolazione, soprattutto per coloro che sperimentano qualche forma di disabilità. L’esperienza di rete che contraddistingue le attività dell’associazione ci consente di proporre seminari affiancati a tavoli workshop dove le persone possono scoprire e sperimentare soluzioni create avendo attenzione alle persone con disabilità e alle difficoltà che incontrano negli ambiti della cultura, delle attività espositive e museali e del turismo accessibile. Alcune di queste soluzioni realizzate in collaborazione con il Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica dell’Università del Piemonte orientale di Alessandria».

La tecnologia al servizio della disabilità

Toccherà poi intervenire alla psicologa Alessandra Borgogno, vice presidente dell’associazione Sportabili Alba, sodalizio nato nel 2004, che conta oggi oltre 300 iscritti che praticano numerose attività sportive ottenendo anche risultati eccellenti: «In una realtà dove la tecnologia ha sempre una valenza duplice, molto positiva o molto negativa, e pare che si sostituisca all’uomo anziché diventare complementare, le frontiere che si stanno aprendo specie nella disabilità – ma anche nella cosiddetta normalità – ci raccontano che la tecnologia aumenta davvero la qualità della vita. L’uomo è tale nella sua globalità e la tecnologia è al suo servizio, sia nel caso dello sport che nel lavoro, a scuola e nella socialità, per aumentarne la qualità di vita».

La tecnologia al servizio della disabilità 1

Parteciperà al pomeriggio anche Hackability, comunità che si pone l’obiettivo, attraverso la fabbricazione digitale, di realizzare inclusione sociale e presidi personalizzati a basso costo: “Sono convinto che il dominio delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le tecnologie di prototipazione rapida ormai alla portata di molti siano driver fondamentali per “hackerare”, nel senso buono del termine, la realtà, ovvero per intervenire in oggetti – anche semplici e di uso comune – per far sì che chiunque li possa utilizzare, interfacciandosi al meglio delle proprie capacità. Il fine ultimo è quello di cambiare la quotidianità affinché tutti gli utenti possano essere abilitati, valorizzando le loro attitudini e potenzialità», commenta Giuseppe Airò Farulla, ricercatore in sicurezza informatica e tecnologie per la disabilità all’Università ca’ Foscari di Venezia, fra i soci fondatori di Hackability.

L’evento albese, a ingresso gratuito, è organizzato da un gruppo di appassionati di innovazione, “Digital Langhe”, e proprio sulla pagina Facebook @DigitaLanghe sarà possibile assistere alla diretta dell’appuntamento. I partner dell’incontro sono Apro formazione, Apro tech, Apro healthcare, Sportabili Alba, Abilitando, Hackability e Dragonfly studio.

c.d.p.

18 ottobre 2018 News
About Fedora Isidori