Chiese inaccessibili a Torino: la denuncia della Consulta per le persone in difficoltà
18 febbraio 2010
Alla vigilia dell’Ostensione della Sindone un’indagine svolta su 37 edifici mette in luce il problema delle barriere architettoniche nelle chiese del capoluogo piemontese. Il 48,5% delle chiese non sono accessibili. Per i visitatori disabili che dal 10 aprile al 23 maggio saranno in città per l’ostensione della Sindone realizzata una guida sui luoghi sacri accessibili della città
TORINO – Porte d’ingresso inadatte, rampe con pendenze troppo elevate, scalinate molto larghe dove manca il mancorrente centrale: alla vigilia dell’Ostensione della Sindone, il 48,5% delle chiese storiche torinesi non sono accessibili alle persone con disabilità motoria. Questo il risultato dell’indagine svolta dalla Cpd Consulta per le persone in difficoltà. Una ricerca che nasce da 37 sopralluoghi effettuati sulle chiese del capoluogo piemontese di maggior richiamo turistico e che ha portato alla realizzazione di una guida pratica – 22 pagine a colori corredate da un centinaio di foto – sull’accessibilità appunto di questi luoghi sacri. Un lavoro reso possibile grazie alla collaborazione di Edoardo, un ragazzo in carrozzina, che ha “provato”in prima persona le difficoltà di accesso a molti luoghi di culto del capoluogo piemontese. “Dai sopralluoghi emerge che poco meno della metà delle chiese visitate sono inaccessibili (48.5%) e poco più della metà delle chiese visitate sono accessibili (51.5%) ha spiegato Eugenia Monzeglio, ex docente di progettazione accessibile presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Inacessibilità dovuta non necessariamente per barriere architettoniche insuperabili, ma “per la scarsa attenzione, l’atteggiamento caritatevole, il non valore dato all’autonomia della persona”.
“La guida intende essere sì essere un aiuto – spiegano dalla Cpd – ma anche una denuncia: non è infatti più tollerabile che luoghi tradizionalmente dedicati all’accoglienza verso tutti, in particolare verso chi è più in difficoltà, come le chiese, non siano accessibili alle persone con disabilità. Fatto salvo il rispetto per il valore artistico e architettonico delle chiese storiche, spesso basterebbe un po’ di buona volontà per rimuovere il problema delle barriere architettoniche: una pedana rimovibile, ad esempio, che l’Associazione Cpd propone da anni agli esercizi commerciali e agli uffici pubblici”. La guida, redatta per i pellegrini che giungeranno in città dal 10 aprile al 23 maggio, “fornisce gli strumenti necessari per decidere se visitare o meno una determinata chiesa, se farlo da soli o accompagnati”. Insomma, uno strumento importante per chi è sulla sedia a ruote o a persone con esigenze particolari, come anziani con difficoltà a deambulare, famiglie con bambini piccoli.
Presente all’incontro anche Gianni Oliva, assessore alla Cultura della Regione Piemonte, che ha garantito che i fondi necessari per consentire l’accessibilità si troveranno, laddove davvero basterebbero modesti interventi per cambiare la situazione. Paolo Osiride Ferrero, presidente dell’Associazione Cpd ha invece ricordato un’altra lotta condotta nel Giubileo del 2000 con le parrocchie torinesi, che da 45% di accessibilità furono portate con successo all’85%. (rf)
(17 febbraio 2010)
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