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Conferenza nazionale disabilità: sette i gruppi di lavoro

ROMA – Saranno sette gruppi di lavoro che andranno ad interessare i partecipanti iscritti alla III Conferenza nazionale sulla disabilità, in programma a Torino venerdi 2 e sabato 3 ottobre prossimi. Con la collaborazione scientifica dell’Istituto Affari Sociali, gli invitati si confronteranno sulle tematiche che maggiormente investono la disabilità nel suo complesso: da vecchi e annosi problemi – quali il miglioramento dello spazio di vita, l’ottimizzazione della presa in carico, la garanzia dell’accessibilità, l’aiuto alla vita indipendente – alle nuove sfide, come la disponibilità delle nuove tecnologie, l’inclusione “professionalizzata” nel mondo del lavoro, l’approccio alla disabilità mentale, la multidiscriminazione. Scopo: arrivare alla condivisione dei problemi nelle loro più acute criticità, valutando anche le diverse tipologie di disabilità, e presentare i buoni esempi di quei territori e di quelle organizzazioni che hanno messo in atto politiche vincenti.
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Nello specifico, i gruppi di lavoro si avranno nella giornata di venerdi pomeriggio, dopo la pausa pranzo e dopo la presentazione dei relatori nell’ambito della sessione plenaria della mattina. Il primo gruppo “Disabilità, salute e ambiente di vita: valutazione multidisciplinare, presa in carico,m progettazione personalizzata” tenta di analizzare l’approccio iniziale alla disabilità ed è aperto da Carlo Francescutti, dell’Agenzia regionale sanità (Ars) – Friuli Venezia Giulia. “L’inclusione nella società attiva”, invece, è il secondo gruppo e nello specifico affronta i temi del lavoro e dei percorsi occupazionali: il gruppo è tenuto a Luca Insabato, esperto del mercato del lavoro. Nel terzo, “Deistituzionalizzazione: sostegno alla famiglia, domiciliarità, vita indipendente”, si affrontano i temi della vita della persona disabile al di fuori di ambienti “di servizio”, quali comunità o ospedali: il gruppo è seguito da Monica Lo Cascio del Comune di Torino. La “multidiscriminazione” è invece oggetto del quarto gruppo di lavoro, tenuto da Paolo Degani del Centro interdipartimentale Diritti Umani dell’Università di Padova: vecchi e nuovi razzismi interessano la persona con disabilità, soprattutto se è anche straniero, donna o anziano. Il quinto gruppo torna invece sulla vita di tutti i giorni: Isabella Manichini dell’Istituto Affari Sociali introduce su ambiente, accessibilità e nuove tecnologie per il miglioramento della vita in casa e fuori. Infine, gli “stati vegetativi come esempio di disabilità estrema” sono oggetto del sesto gruppo di lavoro, guidato e introdotto da Matilde Leopardi dell’Istituto Besta, mentre, per concludere, il settimo gruppo, il cui relatore è Alessandro Merluzzi di Agape Madre dell’Accoglienza onlus, è interamente dedicato alla disabilità mentale e ai nuovi percorsi di inclusione.
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Per ciascuno gruppo di lavoro, tuttavia, l’organizzazione prevede anche la presenza di un moderatore, di altri relatori e di un rapporteur. La presentazione di buone pratiche territoriali e di esperienze associative è parte del lavoro di ciascun gruppo. I gruppi, così riuniti, andranno avanti con il lavoro fino a sera, quando, dopo una piccola pausa per la cena, esperti e iscritti sono invitati alla proiezione in plenaria del film sociale “Si può fare” con Claudio Bisio. (eb)
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Fonte: www.superabile.it

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