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Convenzione Onu: dal primo agosto in vigore anche in Belgio

BRUXELLES - Un altro piccolo grande passo avanti per i disabili europei e per la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Il Belgio è il nono Stato dell’Ue a ratificare il documento (lo ha fatto il 2 luglio scorso). Dal primo agosto, quindi, la Convenzione avrà valore legislativo anche per il mezzo milione di disabili belgi. “Siamo solo all’inizio di un lungo e duro lavoro - ha sottolineato Gisèle Marlière, segretario generale del Forum belga sulla disabilità - ma il primo agosto sarà una data cruciale per la lotta alla discriminazione, per una maggiore inclusione, per la promozione dell’autonomia e dell’integrazione dei disabili e per la partecipazione di tutti ai processi decisionali”.Il prossimo passo, molto atteso, è la ratifica del trattato da parte dell’Unione Europea nel suo complesso, ratifica che è attesa per il 2010. Sarebbe la prima volta nella storia dell’Ue, che l’Europa ratifichi un trattato sui diritti umani come entità a sé.
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A luglio 2009 sono 140 i Paesi di tutto il mondo ad aver firmato la Convenzione, 83 ad aver firmato il protocollo opzionale, 62 hanno ratificato la Convenzione e 40 hanno ratificato il protocollo opzionale. L’Italia ha firmato la Convenzione e il protocollo opzionale il 30 marzo 2007 e li ha ratificati entrambi il 15 maggio 2009. La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità è un trattato internazionale sui diritti umani (il primo che è stato adottato nel XXI secolo). I Paesi che ratificano la Convenzione si impegnano, a livello internazionale, a rispettarne i dettami. Scopo della Convenzione è fornire a tutti i Paesi un quadro normativo comune che permetta ai disabili di godere di pari diritti rispetto alle persone normodotate.
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L’impatto della Convenzione, secondo l’Onu, sarà quello di far cambiare l’atteggiamento generale nei confronti dei disabili da un modello caritativo a un modello sociale e orientato al rispetto dei diritti umani, in cui le persone con disabilità non vengano più considerate come pazienti o vittime ma come titolari appunto di diritti e come membri a pieno della società, nella quale possano giocare un ruolo attivo. Il protocollo supplementare, invece, impegna gli Stati che lo ratificano ad accettare che i propri cittadini possano sporgere lamentele presso un comitato di esperti, qualora si sia in presenza di una presunta violazione della Convenzione e tutti i gradi di giudizio previsti dall’ordinamento nazionale siano già stati chiamati in causa. (Maurizio Molinari)
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Fonte: www.superabile.it

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