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Il medagliere delle Paralimpiadi commentato dal prof. Moreno Martinelli, preparatore atletico

medagliere-paralimpiadi_14-9-2008.JPGUn commento “a caldo” del prof. Moreno Martinelli sull’attuale medagliere di questi XIII Giochi Paralimpici.

A pochi giorni dalla fine, difficile immaginare una Cina più forte di questa, a Barcelona, (come dicono da quelle parti) 92 aveva totalizzato 25 medaglie in tutto arrivando 13°, ora siamo a 63 solo come ori, 159 come totale e mancano più di 3 giorni alla fine di questa edizione paralimpica! In costante miglioramento, a Sydney, 8 anni fa, era 6° con 73 medaglie ma già ad Atene aveva sbaragliato la concorrenza vincendo nettamente con 141 medaglie, superando le nazioni storicamente più interessate dalla pratica dello sport disabili, dalla Gran Bretagna al Canada, dall’Australia agli USA. Oggi, non certo all’ombra della Grande Muraglia che è un po’ più in là, l’ex Impero del Sol Levante, ha ulteriormente scavato un divario che sembra a breve incolmabile. Già, proprio a Pechino, che è stata stravolta e ribaltata come un vecchio calzino, centrifugata, allargata e stiracchiata, resa quasi irriconoscibile in una dozzina e mezza di anni. Forse proprio come lo sport per i disabili, che è, nella punta dell’iceberg dello sport agonistico d’élite, radicalmente cambiato lì, in Cina. Altrimenti questi risultati non si spiegherebbero.

Torniamo al medagliere.
Gran Bretagna straordinaria, già seconda ai giochi di Atene 2004 con 94 medaglie, si sta riconfermando alla grande avendo già raggiunto la soglia delle 90 unità, con un incremento piccolo ma significativo del metallo più prezioso. Nei prossimi 4 anni, se verranno mantenute le promesse fatte ai sudditi di Sua maestà con l’incremento dei fondi per la promozione ed il sostegno allo sport per i cosiddetti “normo” (leggevo a Londra poche settimane fa) e se anche il movimento dello Sport Disabili dovesse beneficiarne, allora quelle 75-80 medaglie di distanza che la vedranno chiudere dalla Cina credo verranno ridotte sensibilmente.
Certo è che ha mantenuto negli ultimi 15 anni un eccellente livello di competizione, rispondendo molto bene ovunque gli atleti si siano trovati a gareggiare, dall’America all’Oceania passando dall’Europa.
Così cosi la Germania, che sembra al di sotto degli standard con cui ci aveva impressionato negli ultimi appuntamenti olimpici del secolo scorso (2° a Barcelona con 171 medaglie, 3 ad Atlanta con 149), per poi cadere al 10 posto a Sydney con 95 medaglie, 8° ad Atene con 78 medaglie e ora al 9 posto con 53.

Ucraina in crescita, dopo l’eccellente 6° posto ad Atene, partendo da un 35° posto a Sydney, ora ha totalizzato una serie impressionante di medaglie d’oro, posizionandosi al 4° posto, scavalcando Australia e Canada, altre due nazioni da sempre con eccellenti livelli di cultura sportiva per lo sport disabili.

Impressionante il Sud Africa, un manipolo di uomini e donne che sembra siano abbonati solo alle medaglie più preziose: 17 ori su 24 medaglie conquistate al momento!

Canada in flessione rispetto Atene, le 43 medaglie ad oggi non reggono il confronto con le 72 di quattro anni fa dove aveva strappato il 4 posto (per ori vinti) agli USA, che oggi sono terzi a quota 80.

Australia un po’ sottotono per numero di medaglie è ancora avanti al Canada, mantenendosi nelle Top Five pur con 30 medaglie in meno rispetto Atene.

E l’Italia?
La posizione in classifica è ad oggi (21esima) migliore nettamente rispetto il risultato finale di quella di Atene (31 esima con 19 medaglie) ma sembra che manchino proprio quelle di atleti del calibro di De Vidi, che con la cavalcata finale nella maratona greca, come Baldini, aveva infiammato gli animi. Siamo a quota 14!
Forza, mancano pochi giorni e dal tennis tavolo sappiamo già che si mieterà e quindi avanti, determinati e decisi. Ancora dall’atletica non abbiamo avuto nessun acuto, i cavalieri di numerose battaglie (moltissimi sono i pluriparalimpici) ci stanno provando ma non hanno ancora raccolto nulla.
Forza!

A dire il vero non ho finito. Nei Paesi industrializzati l’incidenza delle persone disabili all’interno della popolazione non è stabile ma si aggira intorno al 5%. Lo stesso non è detto che valga per altre parti del mondo ma facciamo finta che sia all’incirca così. La seguente “classifica”, rapportata al numeri di abitanti delle Nazioni, mette in evidenza quanto sia incisiva la pratica sportiva (e quindi anche la politica che dovrebbe sostenerla) nelle diverse parti del mondo, e si presta a diverse considerazioni… osservate:
L’Australia ha per ora conquistato 1 medaglia ogni 290.000 abitanti, la Gran Bretagna ogni 556.000 abitanti circa. Negli USA ci vogliono più di 10 volte il numero di quelli dell’Australia (3.812.500) e la Cina ben 28 volte! L’Italia per ora conquista una medaglia ogni 4.257.142, ben lontani dalle medie di Ucraina (795.910), Germania (1.555.433) e Francia (1.653.157).

L’indice cambierà da qui a qualche ora, ma resta la domanda…chi è più bravo? La Cina con 159 medaglie vinte o l’Australia con le “sole” 68? Il sospetto che in alcune Nazioni si riesca a fare molto bene valorizzando le persone che hanno risorse o talento è davvero forte.

A voi la possibilità di rispondere a questa domanda o di commentare la sua analisi dell’attuale medagliere che, ricordo, è ancora provvisorio ma già ben definito.

Fonte: http://pechino2008.blogosfere.it

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