Il pluriprimatista mondiale di apnea: ”In acqua i disabili hanno più coraggio”
17 Giugno 2009
Gaeta - Stefano Makula, 28 volte record mondiale, insegna i segreti della subacquea ai disabili a Vindicio di Formia (Latina)
Sott’acqua le barriere architettoniche non esistono. A dimostrarlo sono i disabili protagonisti dell’iniziativa al via oggi a Formia nell’ambito dei ‘Giochi del Mare 2009’. Sotto la guida di un istruttore d’eccezione, il pluricampione di apnea Stefano Makula, hanno sfidato gli abissi immergendosi in mare nel corso della prima di un ciclo di cinque lezioni subacquee. “Sott’acqua non c’è nessuna differenza tra un disabile e un normodotato”, assicura Makula a IGN, testata on line del Gruppo Adnkronos.
“L’apnea – spiega - si adatta molto a chi ha una disabilità. Chi è non vedente ad esempio è in un certo senso avvantaggiato rispetto a un normodotato perché quando si scende a un livello profondo le maschere sono riempite di gesso e la visibilità è quasi nulla”. “Inizieremo scendendo a una profondità di 5-6 metri – continua – ma lavorando si può arrivare molto più giù, con un tetraplegico sono arrivato fino a 40 metri di profondità. Il senso della gravità cambia in acqua, trovarsi lì facilita tutto, non è necessario neppure saper nuotare basta avere un po’ di acquaticità”.
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“Non ci sono particolare differenze rispetto a un corso normale – assicura Makula - bisogna soltanto fare attenzione ai movimenti al momento dell’ingresso in acqua, una volta dentro non si sono problemi. E alla fine del corso si può prendere un brevetto per i vari livelli di disabilità”. “Anche perché – spiega – spesso i disabili hanno più coraggio e più entusiasmo degli altri” sottolinea il campione classe ‘54, 28 volte record mondiale in apnea in diverse specialita’. ”Sono sempre stato interessato al rapporto tra sport e disabilità”.
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Dal canto suo uno degli ‘studenti’, Massimo Meschino, 37 anni, racconta: “Prima dell’incidente che ho avuto nel 1988 ero malato per il mare, così quando sono finito sulla sedia a rotelle ho deciso di non rinunciarci, purtroppo però sono pochissime le spiagge attrezzate, una si trova a San Felice Circeo”. “All’inizio c’eravamo solo noi – conferma Michele Tarquinio, 36 anni, affetto da spasticità - non si era attrezzati per accogliere disabili, noi abbiamo fatto da cavia poi la cosa è andata bene e allora è andata avanti”.
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Makula, che ha iniziato 20 anni fa a lavorare con i non vedenti allargando poi negli ultimi 3-4 anni il suo interesse ad altre disabilità, è anche l’ideatore del metodo di apnea basato sul rilassamento e sul training autogeno. “Non c’è niente che mi rende più orgoglioso, è un metodo sicuro – spiega – perché è impossibile svenire in acqua senza accorgersene come invece avveniva quando si usava il sistema basato sulla respirazione profonda e tanti sub perdevano la vita”. “Io riesco a stare fino a 8 minuti in apnea – sottolinea – è tutta una questione di concentrazione, l’importante è riuscire a non pensare”.
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“L’attività subacquea – insiste – ha avuto una grande evoluzione negli ultimi anni sia come diffusione sia in termini di attrezzatura. La soddisfazione più grande è essere immersi nell’acqua, oltre alla bellezza dei fondali. Io sono innamorato di Palinuro, ma in Italia ce sono anche altri molto belli”. Una passione, quella di Makula, nata sulla spinta dell’ammirazione per le imprese di Maiorca. “Se non ci fosse stato lui non mi sarebbe mai venuto in mente di intraprendere questa attività”, confessa il pluricampione che ricorda di aver iniziato giovanissimo a fare immersioni. “Abitavo a Roma e andavo fino al lago di Bracciano in bicicletta per immergermi, poi a 14 anni invece del motorino chiesi una tenda da campeggio per andare al mare – racconta – così cominciarono le vacanze in Grecia e in Turchia, dove una volta mi incrociai anche con uno squalo bianco”.
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Tuttora Makula continua ad immergersi anche in condizioni difficili. Risale a due anni fa l’impresa compiuta con la collaborazione dell’Istituto di speleologia a Pozzo del Merro, vicino a Roma, dove il campione si è calato in una cavità profonda 80 metri per poi immergersi nell’acqua per altri 48 metri. Uno dei suoi ultimi record Makula lo ha realizzato proprio ai Giochi del Mare del 1999, dove in apnea dinamica ha percorso con le pinne ben 165 metri.
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Fonte: www.adnkronos.com
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