Egidio Marchese era uno dei relatori del convegno Sport e Disabilità
26 ottobre 2008
L’intervento del presidente DiSVal al convegno Sport e Disabilità:
La DiSVal nasce nel 1989 dagli stessi soci dell’AVP allo scopo di promuovere e diffondere lo sport disabile in Valle.
Si attiva nell’atletica leggera poi vengono praticati il tiro con l’arco e il fondo, alternando periodi di alti e bassi sia come attività svolte che per numero di praticanti iscritti. Nel 2000 l’introduzione del curling a merito di Andrea Tabanelli ed Egidio Marchese porta nuova linfa vitale all’associazione sportiva che ormai stava languendo da alcuni anni.
La pratica e lo sviluppo di questo sport porta all’avvicinamento di nuovi atleti ed alla conquista dei primi significativi risultati ottenendo nella stagione 2005/2006 il primo titolo italiano nel primo campionato italiano sperimentale di Weelchair Curling.
Alle olimpiadi di Torino 2006 la nazionale italiana schierava 4 atleti della DiSVal : uno nello Sledge Hockey e tre nella squadra di Weelchair Curling.
La stagione 2007/2008 porta alla DiSVal il secondo posto al campionato italiano di Curling in carrozzina e tre atleti presenti nella nazionale che ha conquistato il quinto posto ai mondiali svizzeri di Sursee; l’istituzione del primo memorial Ezio Barailler, staffetta di fondo a squadre per ricordare uno dei soci fondatori recentemente scomparso e la partecipazione di un atleta amputato ai campionati italiani di sci alpino; la costituzione della squadra di tiro a volo che ha preso parte al primo campionato italiano sperimentale di tiro a volo in carrozzina con il secondo posto di Tabanelli nel Double Trap.
Il raggiungimento di questi primi risultati sono per noi sicuramente motivo d’orgoglio ma la soddisfazione cresce nel constatare la positività dei rapporti che si vengono a creare all’interno del mondo sportivo disabile sia a livello umano che a quello tecnico, fortificando in noi la convinzione della primaria importanza dello sport nel processo di integrazione sociale delle persone diversamente abili.
La competizione sportiva permette al disabile di vivere anzitutto gioie di partecipazione sociale e, quando si riesce, di vittorie, che fino a pochi anni or sono sarebbero state inimmaginabili; permette di fare esercizio fisico senza costrizioni, anzi, con l’entusiasmo dello sportivo, portando spesso ad un miglioramento della funzionalità motoria senza neanche rendersene conto; diventa occasione di scambio di opinioni e consigli tra i vari atleti che si incontrano innescando un meccanismo virtuoso di miglioramento della conoscenza stessa della disabilità derivante dall’esperienza di ognuno ed infine può veicolare l’eliminazione delle consuete distinzioni tra disabili e normodotati, con la valorizzazione primaria del gesto atletico puro e semplice che è sempre lode per quell’atleta che lo compie, indipendentemente dalla prestanza fisica o dalla disciplina sportiva praticata.
Inoltre, il quotidiano entusiasmo con cui gli atleti si avvicinano al cimento sportivo, riesce a portare ad un naturale spostamento dell’attenzione dell’osservatore, dall’aspetto con cui l’atleta si presenta sul campo di gara, al risultato che questo ottiene, abbattendo quasi automaticamente le pregiudiziali, purtroppo ancora presenti, con lo stupore e la sorpresa per la qualità delle imprese compiute dall’atleta.
L’indiscutibile positività delle esperienze vissute, l’accrescimento del numero degli iscritti che ha superato la ventina, unitamente al radicato convincimento che una società sportiva di atleti disabili oltre che a dare lustro alla propria regione con dei risultati sportivi possa contemporaneamente diventare un supporto primario nell’integrazione sociale delle persone disabili, ha fatto maturare in noi la decisione di intraprendere una strada di potenziamento della nostra struttura organizzativa attivandoci nella preparazione di nuovi corsi avvicinamento allo sport disabile nelle specialità dello sci nordico, dello sci alpino e del nuoto oltre cha a potenziare le discipline già praticate perseguendo l’obbiettivo di riuscire a portare degli atleti ai rispettivi campionati italiani.
Intendiamo anche migliorare ulteriormente il supporto psicofisico degli atleti interpellando e cercando di coinvolgere nel nostro staff tecnico le unità ospedaliere di fisioterapia e della nutrizione la cui possibile attiva collaborazione nelle loro competenze in affiancamento ai nostri tecnici e preparatori atletici, creerebbe un’equipe in grado di sostenere i nostri atleti ai più alti livelli di preparazione che la società odierna richiede.
Attivandoci in questa ristrutturazione societaria, abbiamo ricevuto un primo sostegno dalla Fondazione CRT che ci ha permesso di iniziare a superare il primo degli ostacoli che, solitamente, frenano e scoraggiano in partenza l’avvicinamento dei disabili allo sport e cioè l’elevato costo degli ausili per la pratica sportiva, dandoci l’opportunità di mettere a disposizione dei nostri atleti le attrezzature necessarie senza costringerli a comprarle.
Allo stesso modo la sensibilità dell’amministrazione regionale alle tematiche della disabilità e dell’integrazione sociale che ha portato al varo di leggi mirate su questi argomenti specifici, intesi come valorizzazione del reinserimento sociale, ci hanno permesso di attivare delle richieste di supporto economico che completeranno il parco attrezzi e sosterranno l’intera attività intrapresa.
Di pari passo stiamo cercando di attivare dei protocolli di intesa con l’ASIVA, per un supporto nella preparazione dei nostri atleti amputati e nella logistica dell’organizzazione di manifestazioni sciistiche, con l’INAIL per percorsi di riabilitazione specifica che richiedano lo svolgimento di pratiche sportive ed inoltre stiamo cercando di attivare delle collaborazioni con le associazioni dei maestri di sci e degli impianti a fune, oltre ad un più stretto rapporto operativo con le funivie di Pila che ci permetta di diventare anche suggeritori di soluzioni, per cercare di superare un altro di quegli ostacoli che si frappongono alla pratica sportiva disabile e cioè la normativa sugli impianti di risalita che, allo stato attuale delle cose, ne vieterebbe l’utilizzo da parte dei disabili e la decisione finale resta unicamente al buon cuore dell’operatore che di volta in volta si incontra.
A completamento del panorama delle nostre attività, vista la disponibilità dimostrata dall’aereo club Valle d’Aosta che invita regolarmente le nostre associazioni alla locale festa dell’aria, vorremmo riuscire a creare anche una sezione volo, settore dello sport disabile che ha già diversi praticanti nel resto d’Italia e che riteniamo essere una ulteriore possibilità di “libertà” psicofisica che valorizzerebbe ulteriormente l’azione della nostra associazione sportiva.
La DiSVal ritiene possibile creare un’organizzazione di eccellenza partendo dall’esperienza di vita vissuta dei propri soci ed atleti, che diventa valore aggiunto nella strutturazione di procedimenti che riguardino il disabile stesso; una società sportiva di disabili per i disabili che lotterà per diventare un punto di riferimento nella realtà sportiva disabile nazionale ed internazionale cercando di sfruttare anche tutte le possibilità turistico-sportive della nostra accogliente regione per raduni e preparazioni delle numerose organizzazioni sportive disabili, creando così i presupposti per lanciare r sviluppare quel possibile turismo alternativo che sempre più spesso viene portato ad esempio.
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Egidio Marchese
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