Ogni anno in Italia 50 mila persone diventano disabili
17 gennaio 2009
MILANO – La nostra è una società che produce disabilità: basti pensare che, solo in Italia, ogni anno ci sono 20 mila incidenti stradali con effetti invalidanti, 20-30 mila infortuni sul lavoro con gli stessi effetti. E ancora le 1.800 persone che, ogni anno, si ammalano di distrofia muscolare. “Secondo le mie stime ogni anno nel nostro Paese 50 mila persone diventano disabili, senza contare il numero di malati psichici – dice Matteo Schianchi -. Ma il vero problema è che la maggior parte delle persone con handicap continua a essere esclusa dalla società e hanno meno possibilità rispetto ai normodotati”. L’integrazione delle persone disabili e la capacità della nostra società di accoglierli e integrarli è uno dei temi che lo storico Matteo Schianchi affronta nel saggio “La terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà” (Feltrinelli) in uscita domani. Un titolo che viene da una stima dell’Onu, secondo la quale i disabili nel mondo sono 650 milioni, oltre il 10% della popolazione globale: tutti insieme sarebbero la terza nazione del mondo, dopo Cina e India. E se spostiamo lo sguardo sull’Italia, ci si accorge che i circa 6 milioni di persone con disabilità possono andare a formare la seconda regione del nostro Paese, subito dopo la Lombardia. “Ma se aggiungiamo anche coloro che vivono questa condizione in maniera indiretta, come i familiari o gli amici, la stima non è lontana dai 10 milioni”, aggiunge Matteo Schianchi.
Altro tema che viene messo a fuoco nel libro è la mancanza di politiche sociali adeguate. Ad esempio per coloro che acquisiscono la disabilità in età adulta ai quali, spiega Matteo Schianchi, “non vengono forniti gli strumenti per elaborare il trauma. Con il rischio che le persone sano letteralmente schiacciate da questa condizione”. Il libro dedica anche uno sguardo alle moderne tecnologie, straordinario strumento di integrazione, “che permettono a molte persone di ovviare ad alcuni limiti. Purtroppo però, per molti, i migliori ritrovati restano inaccessibili -spiega il ricercatore-. Il Servizio sanitario nazionale offre il minimo, ad esempio a chi necessita una protesi o una carrozzina, ma chi vuole qualcosa di meglio deve pagare di tasca propria”. Matteo Schianchi, è laureato in Storia contemporanea, ha studiato presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Svolge attività di ricerca storica e lavora come traduttore di saggistica. Ha partecipato agli Europei e ai Mondiali di nuoto con la nazionale italiana di sport disabili.
(Ilaria Sesana)
Fonte: www.superabile.it
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