Pantaloni per disabili e un sistema di guida: i nuovi ausili Tecnothon
19 Luglio 2009
VICENZA - La ricerca non è solo medico-scientifica. Non studia solo farmaci e genetica, ma serve anche a migliorare la qualità della vita delle persone disabili. Gli ultimi arrivati in casa Tecnothon, il laboratorio di ricerca tecnologica della Fondazione Telethon che sviluppa prototipi e modelli di ausili, sono “Imbrako” e “Kurva”. Il primo è un paio di pantaloni con imbracature incorporate per trasferire una persona da una seduta a un’altra (già disponibile sul mercato e commercializzato dall’unica ditta italiana specializzata in abbigliamento per disabili, la Lyddawear), mentre il secondo è un nuovo e più facile sistema che consente di guidare agendo su due piccole leve posizionate sotto il volante (il prodotto dovrebbe essere disponibile prima della fine dell’anno).
Ma Tecnothon segnala anche due pratici oggetti che possono essere utili nella vita di tutti i giorni: “Uribag”, un sacchetto pieghevole per fare “pipì” quando si è in viaggio, utilizzabile più volte e disponibile anche nella versione da donna, e “Oralflo”, un bicchiere di plastica con coperchio che consente di ingerire le pastiglie senza difficoltà.
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La filosofia che sta dietro ai prodotti è questa: “il laboratorio tecnologico progetta e realizza i prototipi e poi cede gratuitamente le idee alle imprese che si impegnano a produrre e vendere l’ausilio a un prezzo ‘etico’, per le tasche di tutti, perché il costo della ricerca l’ha sostenuto la Fondazione Telethon e non l’azienda produttrice”, spiega Daniele Bolzan, progettista di Tecnothon. La missione, invece, è quella di “favorire l’autonomia, 24 ore su 24 e in tutte le attività del vivere quotidiano, delle persone con disabilità motoria e dei loro familiari”. Tra le altre attività, il laboratorio di ricerca è anche consulente di quelle aziende, enti e istituzioni che vogliono iniziare un cammino di progettazione per tutti. E poi “ci muoviamo tra le fiere del settore, sia in Italia sia all’estero, sempre in cerca delle ultime novità”, continua Bolzan.
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“A Tecnothon vengono destinati circa 500 mila euro l’anno di quanto raccolto durante la maratona televisiva promossa dall’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare”, dice il suo direttore Francesco Miotto (l’ultima ha “fruttato” circa 31 milioni di euro). Il laboratorio è nato “quasi per caso” nel 1994. “Per esigenze personali, insieme a un mio amico avevo appena inventato ‘Struzzo’, che poi è diventato il primo prototipo realizzato da Tecnothon - racconta Miotto -. Ero a una manifestazione dove c’era anche Susanna Agnelli: l’ha visto, mi ha chiesto dove l’avessi comprato, e quando le ho spiegato che era ‘fatto in casa’ abbiamo iniziato a chiacchierare su come poter fare per mettere i progetti al servizio di tutti. Dà lì è nata l’idea di destinare parte dei fondi di Telethon alla ricerca tecnologica e dopo un anno il laboratorio aveva già preso vita. Fino alla progettazione per tutti”, dal bagno al camper.
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Per informazioni: www.telethon.it
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Fonte: www.superabile.it
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