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Presentato a Roma il volume “Disabilità e lavoro”

ROMA - La tutela della persona disabile in tutte le fasi della sua vita lavorativa, dall’accesso al mondo del lavoro alla conclusione del rapporto, passando attraverso i difficili percorsi di integrazione. È questo il tema al centro del volume “Disabilità e lavoro”, edizioni Ediesse, curato da Carmen la Macchia, con la collaborazione di Nina Daita e Stefano Oriano, presentato ieri a Roma, presso la sede del Cnel. Oltre mille pagine per raccontare attraverso la normativa vigente la situazione delle persone con disabilità nel nostro Paese, con uno sguardo orientato anche alle tutele previste negli ordinamenti stranieri, alle leggi internazionali e a quelle comunitarie.
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“Il nostro obiettivo è stato quello di creare una sorta di testo unico sulla disabilità per aiutare gli operatori del settore a districarsi all’interno delle norme. Solo attraverso delle linee guida sui diritti del lavoro si possono coordinare le azioni a favore delle persone con disabilità e favorire il passaggio dalla tutela alla cittadinanza - ha sottolineato Nina Daita, responsabile dell’ufficio politiche della disabilità per la Cgil e curatrice del volume -. La nostra volontà è di approfondire ancora la materia. Nel corso del nostro lavoro ci siamo infatti accorti che sono ancora tanti i punti di sofferenza su queste tematiche: rispetto alle quote di collocamento obbligatorio, ai controlli, ai criteri di risarcimento e alle modalità del rapporto di lavoro, che riguardano anche la pubblica amministrazione. In un periodo di crisi come questo, ci rendiamo conto che anche le minoranze soffrono per la riduzione dei diritti. Ma si tratta comunque di un’amara constatazione. Basti pensare a quanto è successo per la nuova Alitalia, o alla polemica del ministro Brunetta sulla legge 104, spacciata come una lotta ai fannulloni - ha continuato Daita -. Colpire gli abusi non può significare colpire le persone con disabilità e loro famiglie che già sono penalizzate, sarebbe auspicabile invece un maggiore rispetto da parte del ministro per queste persone”.
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E un invito a riportare al centro dell’azione di governo le tematiche legate alla disabilità è arrivato anche dalla parlamentare Livia Turco, della commissione affari sociali della Camera. “Non posso che sottolineare la mia condizione di solitudine all’interno del lavoro del Parlamento. Mi colpisce, in particolare, il grave calo di attenzione su questi temi - ha detto -. Spero che a partire da questo volume possa arrivare un sollecito per tornare a fare un gioco di squadra, perché si sta perdendo tutto ciò che era stato costruito nella precedente amministrazione. Soprattutto i piani di governo che si basavano su una visione d’insieme del disabile. È necessario quindi rilanciare una politica complessiva di promozione delle persone con disabilità. In questo senso l’inserimento lavorativo è uno dei fulcri di una politica anti-assistenzialista ed efficientista, che dovrebbe piacere molto al ministro Brunetta, perché ognuno è chiamato a dare il suo contributo. Ma il problema è che questa politica di inserimento non è passata ancora culturalmente”.
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“Bisogna spingere verso l’unità, fare il punto sulle leggi e cercare gli aspetti comuni. È necessario dire no alla concezione caritatevole nei confronti della debolezza e incentivare invece un atteggiamento promozionale a favore delle persone disabili - ha aggiunto Paolo Cendon, professore ordinario di diritto all’università di Trieste - i diritti non possono essere concepiti come qualcosa che provenga dall’alto, ma devono essere calati sul territorio, attraverso leggi regionali, regolamenti, uffici, sportelli. Vanno inoltre garantiti i diritti affettivi per queste persone,: il diritto all’ascolto, al contatto, al garbo che rappresentano il futuro per tutti i soggetti deboli”. (Eleonora Camilli)
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Fonte: www.superabile.it

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