Scuola, arriva il “passporto” per gli alunni disabili
29 novembre 2009
MILANO – Non un prospetto clinico dal quale desumere il grado di disabilità, ma un vero e proprio documento dal quale risultino i tratti distintivi della persona, le sue competenze, le sue capacità. E’ il “passporto” ideato dall’IRCCS “E. Medea” – La Nostra Famiglia per gli alunni disabili: un sistema capace di favorire il dialogo tra riabilitatori, insegnanti e genitori, migliorando in tal modo la stessa inclusione e integrazione scolastica del ragazzo.
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La certificazione delle competenze, ovvero una descrizione di ciò che sanno o non sanno fare i giovani nelle diverse discipline, ha un’importante funzione per l’orientamento e il sostegno al processo formativo di ciascun alunno. Le recenti disposizioni in materia richiedono che i sistemi dell’istruzione, della formazione e i percorsi finali di avvio al lavoro siano considerati un’unica “filiera” per la trasmissione dei dati relativi al singolo allievo. Tutto ciò risulta però particolarmente difficile nel caso di allievi disabili: per questi, solitamente, la certificazione del grado di disabilità è affidata ad un modello clinico che si basa esclusivamente sulla valutazione della malattia: alla fine di un percorso riabilitativo viene infatti redatta una relazione di dimissione che contiene informazioni sulla condizione di minorazione del soggetto, ma questo rimane un linguaggio poco traducibile al di fuori del contesto clinico-sanitario che lo ha prodotto. In tutto questo risulta complesso anche il passaggio di informazioni tra un ordine di scuola e l’altro e tra la formazione e il mondo del lavoro.
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Per rispondere a queste esigenze, l’IRCCS “E. Medea” – La Nostra Famiglia ha studiato il modello “Passporto delle competenze: percorsi di ricerca e innovazione metodologica per la disabilità”. L’idea centrale del progetto prende spunto dal metodo indiziario: il passporto è infatti una sorta di “identikit” in cui sono rappresentati i tratti distintivi della persona. All’alunno vengono proposte diverse tipologie di prove – cognitive, linguistiche, relazionali… – alcune delle quali possono essere effettuate direttamente online (per es. quelle relative alle funzioni mnestiche o logiche). Queste vengono quindi inserite su di una piattaforma informatica e poi condivise con tutti coloro che hanno una responsabilità di presa in carico del soggetto che, esaminando o integrando con nuove prove il profilo dell’alunno, potranno così formulare un giudizio con un linguaggio condiviso. Attualmente sono online circa 70 passporti per un totale di 600 prove inserite.
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Il progetto, la cui ideazione è durata tre anni e di cui è in corso una sperimentazione, è stato finanziato e premiato dalla regione Lombardia come attività di eccellenza regionale. L’obiettivo è quello di creare una rete di collegamento tra enti, che si traduce in un sistema on line di certificazione. Attualmente hanno aderito alla sperimentazione – e quindi sono già “in rete” – centri di formazione professionale, fondazioni, associazioni e istituti professionali delle province di Como, Lecco, Brescia, Bergamo, Varese e Milano. Questo sistema, il cui accesso riservato è ovviamente garantito dal rispetto delle norme per la privacy, implica quindi la possibilità di una validazione e di un arricchimento degli indizi in itinere. Ai genitori viene così offerta la possibilità di essere sempre aggiornati sulle competenze del ragazzo e garantita la facoltà di recedere in qualsiasi momento dalla piattaforma. Le modalità d’uso dello strumento e le sue prime applicazioni – con particolare attenzione alla valutazione del disabile mentale – sono state illustrate durante il convegno “Passporto delle competenze: uno strumento di partecipazione” presso l’Istituto Scientifico “E. Medea” – La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Lecco).
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Fonte: www.superabile.it
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