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Turismo accessibile, la “mappa” della Lombardia

MILANO – La Lombardia, con le tradizioni, le montagne, la pianura e i laghi che la rendono famosa nel mondo, si è via via affermata anche come meta turistica. Non su tutto il territorio lombardo, però, si sa dove andare quando si è costretti a fare i conti con qualche tipo di disabilità: solo tre province su dodici, infatti, hanno finora dedicato un’apposita pubblicazione al turismo accessibile. Altre amministrazioni ci stanno lavorando, altre ancora non contemplano proprio l’idea. Intanto, a tappare i buchi ci pensano sempre le associazioni.
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Tra le amministrazioni virtuose c’è la Provincia di Mantova, che nel febbraio scorso ha presentato una guida turistica per le persone dis aabili dal titolo “Mantova, una provincia per tutti”. Un volume nel quale sono state raccolte tutte le proposte turistiche espressamente studiate perché siano fruibili da persone con disabilità. Un’idea simile a quella realizzata dalla Provincia di Lecco, che nel 2008 ha pubblicato “Itinerari nel Lecchese-una guida al turismo accessibile”, un volume che contiene una dettagliata descrizione di itinerari che si snodano lungo alcuni dei punti più belli e caratteristici della provincia, integrati con informazioni pratiche sull’accessibilità ai disabili dei luoghi e delle strutture culturali e ricettive: musei, chiese, hotel, ristoranti e locali per il tempo libero. Ci sono anche suggerimenti utili per organizzare la visita: come arrivare nel luogo prescelto, i cenni storici, informazioni su dove alloggiare e mangiare. Geograficamente circoscritto, ma altrettanto importante, l’impegno della Provincia di Bergamo che nel 2006 ha pubblicato “Bergamo per tutti. Due itinerari”: non una guida vera e propria, ma una cartina turistica della città con tutte le informazioni utili sui luoghi turistici accessibili. La cartina è pensata in particolare per le persone con disabilità motoria e sensoriale e propone due tipi di percorso: uno in città alta, uno in città bassa. Oltre ad essere indicati i siti di maggior interesse culturale, è stato riportato lo stradario con l’indicazione del parcheggio per disabili più vicino e della fermata dell’autobus. Su entrambe le mappe c’è una legenda: il quadratino verde indica che quella strada è facilmente percorribile da chi è in carrozzella o cammina col bastone. Il quadratino giallo fa capire che bisogna essere accompagnati da qualcuno perché la strada è un po’ dissestata. Quello rosso avverte che è meglio lasciar perdere. Un altro simbolo individua dove sono i bagni per disabili.
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Milano, il capoluogo, non ha invece né una guida specifica per disabili, né un elenco di itinerari. Ma sulla cartina dei musei, redatta dallo Sportello di informazione e accoglienza turistica (IAT) della Provincia, è stato inserito un simbolo che indica se la struttura è accessibile o meno. Quanto a Lodi e Cremona, come spiegano dai rispettivi uffici del turismo, nessuna delle due finora si è dotata di un simile strumento. Varese offre invece una guida che però, più che occuparsi di turismo, dà un quadro del mondo dell’associazionismo elencando i nomi degli enti che si occupano di disabilità. “Pavia ha in cantiere da tempo la predisposizione di una guida per disabili -spiega Renata Crotti, Assessore al Turismo- ma non siamo ancora riusciti a farla a causa della mancanza di fondi. Il problema però è in parte superato -tiene a precisare- perché nella guida ‘Ospitalità 2009′ accanto alle strutture ricettive e ristorative è indicata l’accessibilità o meno per persone in difficoltà”.
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“Anche Brescia aveva in progetto una pubblicazione simile -spiega Monica Danieletti del Settore Turismo- ma ancora non è stata realizzata. Però esiste una guida online che si chiama Brescia Possibile e si trova sul sito www.slowtime.it”. Non uno strumento fatto dalla provincia quindi, ma da un”associazione di promozione culturale senza fini di lucro nata nel 2003 con lo scopo di promuovere le attività il turismo con particolare attenzione alle persone con disabilità motoria. “La Provincia di Como non ha fatto una sua guida -spiegano dall’ufficio turismo- ma nel 2000 il Centro dei Servizi per il Volontariato ha creato la Guida del disabile, un volume dedicato ai disabili fatto da quell’ente che però si è avvalso anche del know-how dei nostri uffici”. Per il resto la Provincia finora ha pubblicato e distribuito numerosi opuscoli: quello che raccoglie le ville e i giardini da visitare, quello che elenca i ristoranti e quello che invece raccoglie le strutture ricettive come alberghi, bed and breakfast, campeggi e ostelli. “In ognuno di questi opuscoli – chiariscono i funzionari – è indicato con il simbolico verde se la struttura o il luogo è accessibile o meno”. Ancora tutto da inventare invece a Sondrio, dove non esiste una guida. L’unico strumento che vi si avvicina è l’Annuario degli alberghi del Consorzio Turistico che, accanto al nome della struttura, ci mette anche il simbolino verde nel caso sia accessibile a tutti. (Stefania Culurgioni)
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Per saperne di più: www.slowtime.it
Fonte:   www.superabile.it
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