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Vive nei paesi in via di sviluppo l’80% dei disabili

ROMA - Oltre il 10% della popolazione mondiale è disabile, un numero che oscilla tra i 650 e gli 800 milioni di persone. Circa l’80% di loro vive nei paesi in via di sviluppo, dove un terzo dei bambini in età scolare è affetto da disabilità. Sono i dati diffusi dalla Banca Mondiale e dalla Farnesina. “Il nesso fra disabilità e sviluppo deriva dal fatto che le persone con disabilità sono i più poveri tra i poveri di tutte le realtà mondiali”, afferma Filippo Scammacca della Cooperazione allo Sviluppo del ministero Affari Esteri, nell’ambito della presentazione del progetto “Paralympic Legacy”. È forte la corrispondenza tra povertà e disabilità. “Numerosi studi realizzati nei paesi in via di sviluppo mostrano che l’aumento della disabilità è associato a tassi più elevati di analfabetismo, stato nutrizionale carente, più elevato tasso di disoccupazione e sottoccupazione”, sottolinea Scammacca.
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Secondo le previsioni della Banca Mondiale “Il numero di persone disabili è destinato ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione”. Tre quarti degli handicap intervengono durante l’età adulta. Inoltre, l’ente economico internazionale scrive che “la crisi finanziaria e il suo impatto negativo sulle economie mondiali, l’occupazione, e i redditi della popolazione hanno il potenziale di affliggere eccessivamente le persone con disabilità, in quanto tra le fasce più vulnerabili della popolazione”.
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Ma ci sono altri dati allarmanti: in India il tasso di occupazione dei disabili è del 60% inferiore rispetto a tutto il resto della popolazione, 100 milioni di individui nel mondo sono affetti da handicap dovuti a malnutrizione. Ma anche le guerre influiscono in modo determinante: i rifugiati bosniaci in Croazia hanno tassi altissimi di depressione (dal 14 al 21%) e la metà di loro è affetta da disordini da stress post-traumatico. Una notizia positiva è che la Convenzione internazionale sui diritti delle persone disabili, adottata dall’assemblea generale dell’Onu, è stata sottoscritta da 139 Paesi e ratificata da 53, tra cui l’Italia, che ha provveduto lo scorso 24 febbraio. (rc)
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Fonte: www.superabile.it

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